Sostanze tossiche ambientali

Composti chimici presenti nell'ambiente

teschipolveriLa maggior parte del deterioramento complessivo della fertilità dipende da sostanze chimiche presenti nell'ambiente. Una parte di queste sostanze chimiche vengono definite interferenti endocrini, cioè sostanze che interferiscono con il sistema endocrino riproduttivo. Livelli molto bassi di queste sostanze nell'ambiente possono comunque indurre effetti, poi queste sostanze si accumulano e persistono nell'ambiente molto a lungo. Pensate al DDT, insetticida tuttora usato nelle aree malariche, che molte persone delle generazioni dei nostri genitori hanno sicuramente respirato da bambini, perchè si spruzzava in casa per uccidere gli insetti fastidiosi: è probabilmente tuttora diluito nel loro grasso corporeo. L'esposizione è spesso continua ed ubiquitaria. C'è un tempo di latenza molto lungo tra l'esposizione e l'effetto, c'è una risposta diversa tra un essere umano e l'altro e quel che è peggio possono dare anche effetti nelle generazioni successive. Uno degli studi più citati negli ultimi 20 anni  dimostrò che alcuni di questi interferenti endocrini, che interferiscono con la fertilità maschile, inducono anche un danno che si trasferisce alle generazioni successive mediante un'alterazione dell'epigenetica del DNA.

Qual è il meccanismo di azione?  Alcuni di questi interferenti sono degli antiandrogeni (bloccano l'azione degli ormoni maschili), altri sono degli agonisti degli estrogeni (cioè agiscono essi stessi come ormoni femminili),  alcuni interferiscono con gli enzimi della sintesi degli ormoni ed altri portano ad un'alterazione della funzione di alcuni geni.
Un esempio di interferenti endocrini sono gli Ftalati; si tratta di sostanze piuttosto comuni: ci sono per esempio ftalati nelle plastiche, c'erano fino a poco tempo fa nei giocattoli, nelle auto, nelle confezioni di alimenti, ce ne sono nelle apparecchiature mediche, nei rivestimenti di molti prodotti farmaceutici, lubrificanti, adesivi, sigillanti, profumi, smalto per le unghie, shampoo, sapone. Se assunti i gravidanza essi riducono dal 70 all'80% la produzione del testosterone in una finestra critica dello sviluppo embriofetale, e in più danno anche un'attivazione della produzione dei radicali dell'ossigeno. La riduzione di testosterone nel feto è uno dei possibili fattori causali della sindrome da disgenesia testicolare, che è composta da malformazione dei genitali maschili, dal criptorchidismo (mancata discesa all'esterno dei testicoli)  e poi nell'adulto da un maggiore rischio di tumore testicolare, e da una scarsa virilizzazione. Se l'esposizione avviene nella vita adulta c'è un'interferenza con la produzione di spermatozoi, con la loro motilità e anche con gli aspetti funzionali degli spermatozoi, c'è un danno al DNA degli spermatozoi, e anche il contributo dello spermatozoo allo sviluppo embrionale può essere danneggiato. 
Alcune patologie femminili, che sono legate alla fertilità possono avere una correlazione con l'esposizione a interferenti endocrini, però al momento abbiamo prevalentemente evidenze indirette. Questo deve farci evitare allarmismi con diffusione di notizie che non sono del tutto documentate; certamente ci deve essere un grande impegno nello studiare la tossicità sulla riproduzione umana delle sostanze che emettiamo ogni giorno nell'ambiente.

Composti chimici e attività lavorativa

ciminiereNel mondo ogni anno si producono 400.000.000 di tonnellate di composti chimici, di cui non conosciamo gli effetti sulla fertilità, ed esistono 100.000 prodotti in commercio. Allora il NICE, cioè l'Istituto Inglese che si occupa di linee guida, ha cercato di individuare un gruppo di sostanze  o di situazioni di cui sia chiaro l'effetto negativo sulla fertilità, correlandolo anche alle attività lavorative in cui queste situazioni si verficano o in cui queste sostanze sono utilizzate.

Nel gruppo di lavoratori la cui attività può avere effetti negativi sulla fertilità maschile troviamo i turnisti (con lavori che richiedono turni con ritmo sonno veglia irregolare),  coloro che vengono esposti a fonti di calore, radiazioni (ma non a campi elettromagnetici), a vibrazioni, a sostanze chimiche come: i pesticidi (come il dibromocloropropano), ai bifenili clorinati, i derivati aminoaromatici (coloranti e solventi), piombo (fonderie e fabbriche di batterie), glicol eteri (cantieri navali), cadmio, manganese, mercurio. Nelle femmine il fatto di fare turni irregolari dà una diminuzione della fertilità.  I farmaci antineoplastici quando vengono trattati senza le giuste precauzioni e talvolta anche gli antibiotici, possono dare problemi di infertilità. Il protossido di azoto (usato dagli anestesisti) può dare ridotta fecondabilità e alcune sostanze che si usano in ospedale come cloroformio, benzene, vapori di mercurio, la formaldeide, possono dare diminuzione della fertilità.
Sono esposti a vari tipi di sostanze dannose: gli agricoltori e i minatori, pittori e imbianchini, verniciatori, chi lavora nell'editoria, nelle attività di stampa, chi guida camion o fa il trasportatore, non soltanto per i fumi ma anche per la posizione fissa e il calore, chi lavora su apparecchiature meccaniche perché spesso è sottoposto anche ai solventi, agli agenti sgrassanti, agli idrocarburi del petrolio, alcune persone che lavorano nelle industrie chimiche, chi pratica il lavaggio a secco, per via del percloro etilene, chi lavora con manifatture di fibre di viscosa e raion (esposizione a disolfuro di carbonio) e chi lavora in alcuni tipi di industria farmaceutica. In utte queste categorie di lavoratori bisogna porre particolare attenzione a minimizzare l'esposizione alle sostanze tossiche utilizzando gli strumenti protettivi idonei.

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