Malattie e Fertilità

Principali patologie che influiscono sulla fertilità

Papilloma virus umano (HPV)

Esistono più di 150 sottotipi virali, che infettano la cute e le mucose del corpo umano.
I ceppi di HPV che infettano il tratto genitale si trasmettono prevalentemente per via sessuale.
L'HPV genitale è importante perchè alcuni ceppi possono dare lesioni della cervice uterina che potrebbero evolvere negli anni in un tumore.

La massima prevalenza dell'infezione si ha tra i 20 ed i 24 anni.
Il rischio di infettarsi è massimo nei primi 3 anni dal primo rapporto, periodo nel quale si verifica in genere la metà delle infezioni.

Nella popolazione generale il virus è molto diffuso: la maggior parte delle persone è portatrice dell'HPV senza saperlo (si stima sia presente in 1 donna ogni 10), ma solo nel 10% dei soggetti infetti si troveranno con il Pap test le alterazioni cellulari che precorrono – di anni! - il tumore del collo dell'utero.
L'incubazione dell'infezione dura da 1 ad 8 mesi ed è seguita da una lesione iniziale la cui sorte è il frutto dell'interazione fra il virus ed il sistema immunitario dell'ospite. Solitamente si tratta di un'infezione transitoria, perché il sistema immunitario distrugge il virus: il 70% delle infezioni regredisce nell'arco di un anno. In certi casi però può persistere per tutta la vita; si sviluppa così o un'infezione latente, nella quale è possibile riscontrare la presenza del virus senza che però esso alteri le cellule, oppure un'infezione subclinica nella quale, di solito in assenza di sintomi, si riscontra con il Pap test l'anormalità delle cellule del collo dell'utero.

Alcuni ceppi danno altre forme cliniche di infezione, rappresentate da escrescenze cutanee simili a verruche, dette condilomi, che si possono trovare in tutte le aree corporee esposte a un contatto sessuale.

Abbiamo detto che nella maggior parte dei casi l'infezione guarisce spontaneamente, ma se non guarisce, si può curare con farmaci che potenziano il sistema immunitario del soggetto colpito. Non esiste a tuttoggi una cura farmacologica che debelli da sola il virus.
E' necessario talvolta procedere alla rimozione chirurgica delle lesioni, che consente l'asportazione delle cellule malate. Il virus può però restare silente nei tessuti apparentemente sani per cui saranno necessari controlli successivi periodici.

Si può prevenire l'infezione?

Sono oggi disponibili 2 vaccini prodotti solo contro i ceppi di HPV considerati più pericolosi, perché capaci di provocare più frequentemente il cancro nelle cellule infettate rispetto agli altri ceppi. Il vaccino è raccomandato alle donne che non hanno ancora incontrato il virus, cioè prima dei rapporti sessuali; in Italia è dispensato dal SSN alle bambine di 12 anni, ma può essere utilmente praticato anche a tutte le altre giovani donne fino a 26 anni. Resta comunque indispensabile nella prevenzione dell'infezione l'utilizzo corretto e regolare del profilattico; esso è raccomandato anche ai soggetti già sicuramente infetti, non solo per limitare la diffusione dell'infezione, ma anche per protezione meccanica del collo dell'utero. E' probabile che presto verrà proposto il vaccino anche ai giovani maschi.

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