Cenni di anatomia maschile

riproML'apparato genitale maschile è composto dalle gonadi (testicoli o didimi) che producono gli spermatozoi e l'ormone maschile Testosterone. I testicoli sono collocati nella sacca scrotale, posta tra le cosce. Dai testicoli originano le vie seminali che trasportano gli spermatozoi e sono composte da epididimi, canali deferenti, dotti eiaculatori, che infine, dopo aver attraversato la prostata, convergono nell'uretra, che trasporta anche l'urina. L'uretra percorre il pene, organo sessuale maschile, dotato di strutture erettili (corpi cavernosi) che consentono l'erezione e l'accoppiamento. Alle vie seminali sono associate anche le ghiandole accessorie: due vescicole seminali, la prostata e le ghiandole bulbo uretrali. Prostata e vescicole seminali producono gran parte del liquido seminale, che trasporta all'esterno gli spermatozoi al momento della eiaculazione e contiene sostanze utili al metabolismo degli spermatozoi.

I testicoli sono posti fuori dal corpo, a differenza delle ovaie femminili, perchè la produzione di spermatozoi è migliore a temperatura inferiore a quella corporea.
I testicoli contengono molti tubuli (tubuli seminiferi) all'interno dei quali gli spermatozoi si moltiplicano a partire da cellule staminali progenitrici, chiamate spermatogoni, che producono nuovi spermatozoi per tutta la vita a partire dalla pubertà.

Gli spermatozoi sono il risultato della maturazione degli spermatogoni, che sono cellule diploidi (cioè con 46 cromosomi) attraverso diversi stadi maturativi , durante i quali anch'essi, come le cellule uovo, vanno incontro al processo della meiosi, in modo da generare spermatozoi aploidi (cioè con 23 cromosomi).
Gli spermatozoi possono contenere un cromosoma sessuale X oppure Y. La spermatogenesi avviene con il supporto di speciali cellule, cellule di Sertoli, che controllano la maturazione degli spermatozoi e producono un ormone  la inibina B.

I testicoli contengono poi, nell'interstizio tra i tubuli, le cellule di Leydig. Queste producono il testosterone, l'ormone che fa assumere i caratteristici caratteri sessuali secondari ai maschi (barba, peli, attaccatura dei capelli, distribuzione delle masse muscolari, tono della voce).

Fisiologia riproduttiva maschile

Mappa fisioManL'attività del sistema riproduttivo maschile consiste nella produzione degli spermatozoi e nella produzione dell'ormone maschile Testosterone, che determina la mascolinizzione del corpo, aiuta la maturazione degli spermatozoi, consente la attività sessuale indispensabile per la riproduzione. Questa attività non è ciclica, come nella donna, ma è continua.

La spermatogenesi è l’insieme degli eventi attraverso i quali cellule indifferenziate, dopo la pubertà, portano alla formazione di cellule altamente specializzate: gli spermatozoi.
Questo processo ha lo scopo di “modificare” la cellula in modo idoneo a svolgere il suo futuro compito: trasportare l’informazione genetica fino alla cellula uovo e permetterne la fecondazione.
Come nella femmina, l'attività della gonade maschile è governata dall'ipotalamo e dagli ormoni ipofisari: FSH, che stimola la produzione di spermatozoi e  LH, che stimola la produzione del testosterone, necessario a sua volta anch'esso per la produzione di spermatozoi. 

Organi e ghiandole endocrine coinvolti nel ciclo

  • Cellule ipotalamiche (una particolare zona del cervello): producono l'ormone GnRh che serve a stimolare l'Ipofisi (per quanto concerne gli ormoni FSH e LH)
  • Ipofisi: produce gli ormoni FSH e LH che stimolano il testicolo.
  • Testicoli: producono Testosterone e Inibina B.

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Fertilità maschile ed età

L'uomo non va in menopausa, anche se con gli anni la funzionalità dell'apparato riproduttivo cala progressivamente.

La spermatogenesi nel maschio si mantiene per tutta la vita.
Le caratteristiche del liquido seminale cominciano però a peggiorare dopo i 40 anni, con una diminuzione del volume del liquido seminale emesso, un peggioramento della mobilità degli spermatozoi e un aumento degli spermatozoi con aneuploidie (cioè degli spermatozoi con un numero errato di cromosomi).
Inoltre il DNA degli spermatozoi, che provengono da cellule che nella vita possono replicarsi fino ad 800 volte, col tempo accumula piccoli errori (mutazioni) e piccole rotture (frammentazione del DNA), che ne diminuiscono l'efficienza.

La fertilità maschile declina quindi in modo meno eclatante, ma gli studi più recenti suggeriscono che anche per il maschio sia meglio riprodursi in giovane età.

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